Genitori oggi: dall’autorità perduta all’educazione creativa

Nel pomeriggio di ieri, il Teatro San Paolo è stato protagonista di un grande evento formativo ed informativo nel quale il creativo psicologo e coach Luca Stanchieri, in una serrata ed appassionante esposizione, ha proposto la nuova e rivoluzionaria sfida della Scuola italiana di Life & Corporate Coaching: il Centro Future Lab.

L’argomento riguardava la scoperta consapevole e lo sviluppo responsabile delle potenzialità di genitori e figli, supportati da un allenamento specifico, mirato e costante di coach altamente preparati e formati da Stanchieri in persona, sulla base del miglior metodo di coaching umanistico proposto sul territorio nazionale.

stanchieri 2

Sabato, 7 dicembre 2013 ore 15.30 c/o Teatro San Paolo

In tale dimensione non si parla di aiuto ed analisi, ma di supporto ed allenamento.

Con una semplicità quasi disarmante ed un umorismo costante che tiene alta l’attenzione, Luca Stanchieri riesce ad affrontare contenuti molto complessi: spazia dal fenomeno diffuso dei Neet al bullismo, dai cambi di paradigma delle differenti epoche e generazioni alla mancanza di saldi punti di riferimento esterni, dall’importanza di una leadership genitoriale basata sulla fiducia e conoscenza reciproca alla rilevante funzione che un sano gruppo di pari riesce ad avere sull’adolescente.

Stanchieri si sofferma più volte a sottolineare l’importanza fondamentale che hanno le nostre singole potenzialità al fine di vivere una vita buona, all’insegna della felicità e dell’autorealizzazione e, citando Seligman, illustra abilmente alla platea, interessata e sempre più curiosa, le 6 virtù e le 24 potenzialità individuate e schematizzate sulla base di importanti studi e ricerche della psicologia positiva.

Viene così spiegato in qual modo, attraverso un corretto allenamento sistematico e ben organizzato nei tempi e nel recupero, (esattamente come avviene da sempre nello sport),  una potenzialità possa straordinariamente trasformarsi in potere e quindi in talento.

Stanchieri ribadisce più volte che servono dalle 10.000 alle 20.000 ore di allenamento programmato e sistematico per arrivare alla  massima espressione di una potenzialità, di un talento disarmante nella sua pura bellezza e rara eccellenza.

Invita i genitori ad ascoltare con cura i propri figli, a scoprire quale sia la loro vocazione più profonda e ad accettare e sostenere i loro sogni per aiutarli a sviluppare la personale creatività. Perché dove c’è creatività la stasi muore e lo sviluppo vive e si alimenta in un vortice virtuoso incessante.

Alla base di ogni dinamica genitore-figlio c’è un perno imprescindibile che sorregge ogni valido e sano rapporto genitore-adolescente:la relazione. Essa è la condizione sine qua non per lo sviluppo del processo di autorealizzazione dell’adolescente e del suo progetto di vita, nella quale si crea la fiducia, si palesa l’amore dimostrato ed in ultimo ma non per importanza, al genitore viene legittimato il potere di prendere decisioni sulla vita del figlio, dal figlio stesso. Il genitore, in una relazione sana, viene visto come un leader e non come un capo famiglia autoritario, per cui la decisione diventa espressione di amore ed il giusto controllo diventa protezione.

Le due fasi successive alla relazione sono la maturazione e la socializzazione.

Stanchieri parla poi di felicità, obiettivo essenziale del coaching umanistico,  in termini innovativi e circostanziati. Esistono tre tipi di felicità: quella dell’essere, dell’amare e del fare. E’ importantissimo per un genitore essere consapevole in primis della propria felicità predominante e in secondo luogo capire quella del proprio figlio, per avere un bussola con la quale orientarsi.

Il Centro Future Lab con entusiasmo, passione,  professionalità e dedizione si rivolge a tutti i genitori e gli adolescenti che hanno voglia di mettersi in gioco e in discussione, a tutti coloro i quali hanno voglia di smettere di reprimere i propri sogni e finalmente dedicar loro il giusto spazio e la meritata creatività per essere sprigionati al meglio ed essere trasformati in progetti, obiettivi e quindi in programmi di allenamento. Questo impegno importante e questa fatica positiva bocciano categoricamente la politica del sacrificio e il senso del disorientamento immobilizzante, e tendono alla realizzazione della felicità individuale e familiare sulla base dell’allenamento dei propri punti di forza e del proprio amore.

In sostanza il Coach affronta con il ragazzo il suo disagio, individua le potenzialità, ricava le attitudini, elabora con lui un progetto di attivazione fondato sulle vocazioni, grazie al coinvolgimento dei maestri. Contemporaneamente un altro Coach allena i genitori a perfezionare e migliorare la loro attitudine educativa in termini di creatività e cura di sé.

In questo progetto ambizioso e decisamente innovativo, il coaching viene messo al servizio di due valori condivisi e sacri: la famiglia e il futuro dei giovani.

Comments

comments

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *